Start-up Innovative

La legge 221/2012 del 17 dicembre 2012 – che ha convertito in legge il decreto legge n. 179 del 4 ottobre 2012 contenente “Ulteriori misure urgenti per la crescita del paese” (Decreto Legge Crescita 2.0) – ha introdotto per la prima volta una definizione di impresa “start-up innovativa” e ha dettato una disciplina speciale e di favore nei confronti di tali imprese (Sezione IX).

Più recentemente, con il Dl “Lavoro” (DL n. 76/2013), convertito con modificazioni nella legge 9 agosto 2013 n. 99, sono state apportate alcune modifiche significative sul fronte delle startup innovative, di cui sono stati semplificati e ampliati i requisiti d’accesso, al fine di rendere la normativa ancora più efficace nell’incoraggiare l’imprenditorialità̀ innovativa.

Definizione

Per start-up innovativa si intende una società di capitali di diritto italiano, costituita anche in forma cooperativa, o società europea avente sede fiscale in Italia, che risponde a determinati requisiti e ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente “lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico”.

Le start-up innovative possono, dunque, essere costituite in forma di S.r.l., S.r.l.s, S.p.A., S.a.p.a. e società cooperative.

Tutte le società di capitali in possesso dei requisiti entro il termine fissato dalla legge, possono diventare start-up innovative e quindi essere iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese. Per diventare start-up è necessario presentare al Registro delle Imprese l’apposita domanda allegando una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti. Il termine di legge per il possesso dei requisiti è fissato alla data di invio della domanda al Registro delle Imprese per le società costituite dopo il 19 dicembre 2012 ed al 19 dicembre 2012 per le altre società. Non è previsto alcun termine temporale per il deposito della domanda.

Requisiti

Per ottenere il riconoscimento dello status di “start-up” innovativa, una società deve possedere le seguenti caratteristiche:

  • ha quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
  • è costituita e svolge attività d’impresa da non più di 48 mesi dalla data di presentazione della domanda.
  • ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia.
  • fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro. a partire dal secondo anno di attività della start-up innovativa, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non è superiore a 5 milioni di euro.
  • non distribuisce e non ha distribuito utili.
  • non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.
  • deve possedere almeno uno dei seguenti requisiti: a) investire almeno il 15% del fatturato in ricerca e sviluppo; b) almeno 1/3 della forza lavoro complessiva costituita da dottorandi, dottori di ricerca o ricercatori oppure almeno 2/3 costituita da persone con laurea magistrale; c) titolare, depositaria o licenziataria di brevetto registrato (privativa industriale) oppure titolare di programma per elaboratore originario registrato presso la SIAE (a. sono uguali o superiori al 15 per cento del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start-up innovativa. Dal computo per le spese in ricerca e sviluppo sono escluse le spese per l’acquisto e la locazione di beni immobili. In aggiunta a quanto previsto dai principi contabili, sono altresì da annoverarsi tra le spese in ricerca e sviluppo: le spese relative allo sviluppo precompetitivo e competitivo, quali sperimentazione, prototipazione e sviluppo del business plan, le spese relative ai servizi di incubazione forniti da incubatori certificati, i costi lordi di personale interno e consulenti esterni impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, inclusi soci ed amministratori, le spese legali per la registrazione e protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d’uso. Le spese risultano dall’ultimo bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa. In assenza di bilancio nel primo anno di vita, la loro effettuazione è assunta tramite dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della start-up innovativa, Oppure b.impiega come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che ha svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, oppure, in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale Oppure c. è titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, oppure è titolare di diritti relativi ad un software originario registrato presso la Siae, purché tali diritti o privative siano direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

Vantaggi

In favore della start-up innovativa sono previste una serie di esenzioni ai fini della costituzione ed iscrizione dell’impresa nel Registro delle Imprese, agevolazioni fiscali, nonché deroghe al diritto societario e una disciplina particolare nei rapporti di lavoro nell’impresa. Condizione fondamentale per poter beneficiare di tali vantaggi è che le imprese vengano iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro delle Imprese riservata alle start-up innovative.

  • Abbattimento degli oneri per l’avvio d’impresa – la start-up, a differenza delle altre aziende, sarà esonerata dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per l’iscrizione nel Registro delle Imprese nonché dal pagamento del diritto annuale dovuto alle Camere di Commercio.
  • Disciplina in materia di lavoro applicabile alle start-up – la start-up potrà assumere personale con contratti a tempo determinato della durata minima di 6 mesi e massima di 36 mesi. All’interno di questo arco temporale, i contratti potranno essere anche di breve durata e rinnovati più volte. Dopo 36 mesi, il contratto potrà essere ulteriormente rinnovato una sola volta, per un massimo di altri 12 mesi, e quindi fino ad arrivare complessivamente a 48 mesi. Dopo questo periodo, il collaboratore potrà continuare a lavorare in startup solo con un contratto a tempo indeterminato.
  • La start-up potrà remunerare i propri collaboratori con stock option, e i fornitori di servizi esterni – come ad esempio gli avvocati e i commercialisti – attraverso il work for equity. Il regime fiscale e contributivo che si applica a questi strumenti è vantaggioso e concepito su misura rispetto alle esigenze tipiche di una start-up.
  • Credito d’imposta – la start-up godrà di un accesso prioritario alle agevolazioni per le assunzioni di personale altamente qualificato.
  • disapplicazione della disciplina in materia di società di comodo non operative e in perdita sistematica che dispone l’imputazione a tali società di un reddito minimo determinato su base forfettaria.
  • Introduzione di incentivi fiscali per investimenti in start-up provenienti da aziende e privati per gli anni 2013, 2014 e 2015. Gli incentivi valgono sia in caso di investimenti diretti in start-up, sia in caso di investimenti indiretti per il tramite di altre società che investono prevalentemente in start-up. Il beneficio fiscale è maggiore se l’investimento riguarda le start-up a vocazione sociale e quelle che operano nel settore energetico.
  • Possibilità di accesso al crowdfunding, la cui regolamentazione di dettaglio è stata emanata da Consob (delibera 18592 del 26 giugno 2013).
  • Accesso semplificato, gratuito e diretto per le start-up al Fondo Centrale di Garanzia, un fondo governativo che facilita l’accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari. La garanzia copre fino all’80% del credito erogato dalla banca alla startup, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro, ed è concessa sulla base di criteri di accesso estremamente semplificati, con un’istruttoria che beneficia di un canale prioritario. Gli incubatori certificati possono beneficiare dello stesso trattamento speciale riservato alle startup.
  • internazionalizzazione delle start-up da parte dell’Agenzia ICE. Il sostegno include l’assistenza in materia normativa, societaria, fiscale, immobiliare, contrattualistica e creditizia, l’ospitalità a titolo gratuito alle principali fiere e manifestazioni internazionali, e l’attività volta a favorire l’incontro delle startup innovative con investitori potenziali per le fasi di early stage capital e di capitale di espansione. In particolare, è stata autorizzata l’emissione della “Carta Servizi Startup” che dà diritto a uno sconto del 30% sulle tariffe dei servizi di assistenza erogati dall’Agenzia.

Deroghe al diritto societario.

  • disciplina della riduzione del capitale per perdite. Estensione di dodici mesi del periodo di c.d. “rinvio a nuovo” delle perdite: per le perdite pari a 1/3 del capitale, che non riducono il medesimo al di sotto del minimo legale, esse possono essere “rinviate a nuovo” per 2 esercizi consecutivi; nel caso in cui le perdite riducano il capitale al di sotto del minimo legale, possibilità di differire la ricapitalizzazione – di norma immediata – alla chiusura dell’esercizio successivo.
  • Facoltà di creare categorie speciali di quote con diritti diversi dalla disciplina generale (ad es. no diritto di voto o diritti di voto non proporzionali alla partecipazione) determinandone liberamente in contenuto;
  • facoltà di offrire a pubblico quote di capitale (in precedenza preclusa alle srl) ma non consentita l’incorporazione in azioni con applicazione del relativo regime di circolazione). Tre possibilità: la prima condizione è che essa effettui un’offerta che non rientra nella legislazione del TUIF sulle offerte al pubblico di prodotti finanziari. In questo caso essa potrà effettuare l’offerta rispettando le sole regole del codice civile sull’offerta di quote. La seconda condizione è che essa effettui un’offerta che rientra nella legislazione generale del TUIF sulle offerte al pubblico di prodotti finanziari. In questo caso essa dovrà rispettare la disciplina generale sulle offerte al pubblico di prodotti finanziari prevista nel TUIF. La terza condizione è che essa effettui un’offerta attraverso un portale on line che rientra nella legislazione speciale semplificata del TUIF sulle offerte al pubblico di prodotti finanziari attraverso portali.
  • possibilità di effettuare operazioni sulle proprie partecipazioni in attuazione di piani di incentivazione dei propri dipendenti, fornitori, collaboratori, amministratori, prestatori d’opera o di servizi;
  • possibilità di emettere strumenti finanziari partecipativi (non imputati a capitale).
  • Agevolazioni nell’ottenimento dei visti di ingresso per stranieri tramite la procedura “start-up VISA”.